Bonus
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Un beneficio economico contro la povertà
Il ReI è una misura di contrasto alla povertà ed all’esclusione sociale, la concessione è condizionata alla valutazione della situazione economica ed all’adesione ad un progetto personalizzato di attivazione ed inclusione sociale e lavorativa.
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Tutto ciò che ti spetta per la tua maternità
Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e puerperio e anche in caso di adozione o affidamento di minori, retribuito all’80%.
Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro riconosciuta ai lavoratori dipendenti per ogni minore nato adottato o affidato. Durante il periodo di assenza dal lavoro il lavoratore percepisce un’indennità sostitutiva pari al 30% della retribuzione giornaliera. -
Un incentivo per te e il tuo bambino
La legge 23 dicembre 2014, n. 190 art. 1 commi 125-129 al fine di incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno, ha riconosciuto un assegno di importo variabile a seconda del valore della Dichiarazione sostitutiva unica (D.S.U).
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L’incentivo per le future mamme
Il premio alla natalità è riconosciuto alle donne gestanti o alle madri che siano in possesso di determinati requisiti, il beneficio è di 800 euro.
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Un contributo per l’asilo dei tuoi bambini
Nell’ambito degli interventi normativi volti a sostenere i redditi delle famiglie, l’art. 1 comma 355 della legge n. 232 del 2016, ha disposto che, con riferimento ai nati a decorrere dal 1 gennaio 2016 un buono di 1.000 euro su base annua e parametrato a undici mensilità. Il premio prevede, su domanda del genitore, il pagamento dell’importo massimo spettante nei seguenti casi: Pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati, denominato Contributo Asilo nido; Introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione a favore dei bambini affetti da gravi patologie croniche.
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Il contributo che ti aiuta nei momenti di difficoltà
L’ assegno sociale è una prestazione di carattere assistenziale che prescinde del tutto dal versamento dei contributi e spetta ai cittadini che si trovino in condizioni economiche disagiate ed abbiano situazioni reddituali particolari previste dalla legge, oltre alla residenza sul territorio nazionale per almeno 10 anni continuativi.
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Una prestazione economica a favore dei familiari del pensionato o del lavoratore
Alla morte di un pensionato o di un lavoratore assicurato, alcuni dei suoi familiari hanno diritto ad una pensione. Si tratta di una protezione che l’ordinamento giuridico riconosce ai familiari piu’ stretti del defunto quali il coniuge e i figli ed, in subordine, ai suoi genitori, ai fratelli o alle sorelle inabili che trova fondamento nell’esigenza di tutelare le esigenze di vita della famiglia cui il defunto contribuiva.
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Una prestazione di assistenza per chi ha bisogno di un aiuto concreto
Appartengono a tale categoria assistenziale:
- le domande per l’accertamento delle minorazioni civili (invalidità, cecità e sordità);
- le domande di accertamento dell’handicap (L. 104/1992);
- le domande per la disabilità (L. 68/1999).
Nel primo caso per l’assistenza sociale ai minorati psichici e fisici si interviene con provvidenze economiche sotto forma di assegni o indennità. Nel secondo e terzo caso si possono avere delle agevolazioni come assunzioni privilegiate negli enti pubblici o privati, assistenza sanitaria, fiscale e agevolazioni per la frequenza scolastica, addestramento e qualificazione professionale e abbattimento delle barriere architettoniche.
Approfondimenti -
Retribuzioni per lavoratori occasionali
Il Libretto Famiglia 2018, è il nuovo strumento introdotto dal governo Gentiloni con il Dl 50/2017 cd. manovra Correttiva in sostituzione dei vecchi voucher Inps, aboliti dallo stesso governo. Sono un vero e proprio libretto nominativo prefinanziato, può essere utilizzato esclusivamente dalle famiglie per pagare la prestazione occasionale solo a determinate categorie di lavoratori.
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Permessi retribuiti per assistenza ai parenti
I permessi retribuiti spettano ai lavoratori dipendenti in situazione di disabilità grave ovvero al coniuge, parenti o affini entro il 2° grado. Spettano nella misura di tre giorni al mese oppure, nel caso di assistenza da parte di familiari, fino a due anni nella misura straordinaria. Occorre il riconoscimento dello stato di handicap ex legge 104/92 art. 3 comma 3.
